Prima di indicarvi come contattarci, vorrei approfondire un argomento interessante, che ho già in parte trattato dal punto di vista del cartomante, e che ora vorrei, invece, valutare dal punto di vista di colui che richiede il consulto: il consultante!
Chi, di noi, non lo è mai stato? Chi non ha mai interrogato le carte?
Anche noi che gestiamo questo blog siamo, a volte, consultanti, quando per una ragione o per l’altra, chiediamo, una all’altra, un consiglio su una situazione che ci fa stare in ansia.
Ma, se tutti noi abbiamo ben chiaro, o quasi, quale sia il problema, meno chiaro è “il come porre le domande” per ottenere una risposta esaustiva.
Ecco quindi cosa fare quando ci si rivolge ad un cartomante per un consulto:

Domande circostanziate! Uno degli errori che molti consultanti fanno, a volte nell’intento anche di “provare” la bravura della cartomante (sistema notoriamente errato) è quella di porre domande generiche. Chiedere: “Il mio futuro in amore”, oppure “Voglio sapere qualcosa sul lavoro” impedisce al cartomante di centrare la risposta. Ponendo una domanda di questo genere il cartomante potrebbe concentrarsi su argomenti che al consultante non interessano e dare indicazioni più sintetiche su ciò che, invece, potrebbe essere fondamentale per chi chiede. Se poi l’intenzione del Consultante è quella di “provare” la bravura del Cartomante, la cosa è ancora più errata poiché questo significherebbe che, il consultante, parte già prevenuto nei confronti della persona alla quale si è rivolta. Tra i due si deve stabilire un legame fatto di fiducia reciproca e rispetto, se non si fonda il rapporto su queste basi è meglio lasciare perdere. Infine, una domanda di questo tipo potrebbe far supporre che il consultante non abbia ben chiaro cosa voglia dalla vita.
Come se, andando dallo specialista, dal medico voi esordiste dicendo: “Non le dico come sto, me lo dica lei!”. Sicuramente, otterreste un’occhiataccia dal medico che si renderà conto che siete li più per caso o per curiosità, che per un’effettiva necessità. Così che potrebbe addirittura pensa di farvi uscire dallo studio senza ascoltarvi.
Cercate, quindi, di circostanziare le domande: “Sono in coppia con X Y, come andrà il nostro rapporto nei prossimi mesi?”; “Sono un libero professionista, sto cercando di cambiare lavoro e sto inviando parecchi curriculum, ci saranno novità positive?”
Siate realisti. Le carte non possono rispondere a domande che riguardano un arco temporale infinito. Chiedere: “Troverò l’uomo della mia vita?”, “Troverò mai un lavoro che mi soddisfi?”, “Mi sposerò mai?” non potranno ottenere delle risposte plausibili. Le carte non coprono l’arco temporale della nostra vita, ma un massimo che va da 1 a 3/6 mesi, di conseguenza, se questo avvenimento non si verificherà nell’arco di questa tempistica otterremo una risposta non veritiera.
– Ponetevi come obiettivo l’introspezione. La maggioranza delle domande che pongono le consultanti durante un consulto riguardano l’amore però raramente mi capita di sentir poste domande che indaghino sulla maniera più corretta di agire per poter evitare un dato evento o come fare per migliorare una certa situazione. Di solito, infatti, le domande saranno: resteremo insieme? Che sviluppi avremo? Se si capisce che il rapporto con la persona del cuore è in “sofferenza” sarebbe più corretto chiedere le cause di questa situazione e cosa si può fare per farla migliorare, di conseguenza quali siano i rischi a comportarsi in un certo modo piuttosto che un altro.
Siate indipendenti! Ovviamente questo è un consiglio che va al di là di tutto! L’indipendenza rende liberi e la libertà ci rende capaci di non dover dipendere da nessuno! Soprattutto sentimentalmente parlando. L’amore non è dipendenza è stare assieme anche sapendo di poter stare senza. Quando un rapporto si interrompe la domanda principe è: “Tornerà da me?”
Posto il fatto che, comunque, è naturale e normale porre una domanda del genere si deve anche considerare che, spesso, se il rapporto si chiude è perchè manca un elemento essenziale: l’amore! Quindi, dopo aver fatto la domanda di rito (Tornerà?) qualsiasi sia la risposta, l’ideale, per poter crescere spiritualmente, sarebbe quello di chiedere, successivamente: “Perchè il rapporto è naufragato? Perchè lui se n’è andato? Posso fare qualcosa per migliorare? Se dovesse tornare, come tornerà?”
Sento l’obbligo di specificare un’ultima cosa: le carte danno dei consigli e comunicano quali saranno i risultati se ci si comporterà in detta maniera. Non si può pretendere che le cose cambino se si rimane inermi oppure se non si effettuano i cambiamenti consigliati. Se la cartomante alla domanda: “Tornerà da me?” Dovesse rispondere di sì ma che, una volta tornato, bisognerà modificare un certo tipo di atteggiamento, non ci si può lamentare se la storia dovesse finire nel caso in cui non si mettano in pratica i consigli e si continui con un atteggiamento errato.

Tutto questo premesso, quando vi accostate alle carte, e siete in dubbio sulla domanda più corretta da porre per ottenere una risposta valida, lasciate che la cartomante vi consigli e con lei cercate di trovare il sistema più opportuno perchè la lettura sia, non solo forviera di notizie dal futuro, ma anche utile al vostro progresso per la situazione che vi sta a cuore.

Detto questo, se avete necessità di un consulto: CONTATTATECI vi diremo come fare.

Per un consulto con me, Gabriella 🙂 scrivete a info@itarocchidigabriella.it

Per un consulto con Maria Teresa scrivete a mariateresa@itarocchidigabriella.it

Vi aspettiamo.

Un abbraccio di luce

Gabriella

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